Babel – Recensione
Published by: HorrorGuy, on 22 febbraio 2010, in: Recensioni
La trinità, il tre come numero perfetto, la supremazia di Dio e la contraddizione dell’Uomo.
Tre storie, il cui filo conduttore è cosi singolare da apparire quasi divino, si intrecciano in questo film che di trascendentale ha poco, fidando nell’impatto schietto e pesante che la realtà ha su uno spettatore privo di pregiudizi.
Come a dimostrare l’uguaglianza tra gli uomini abbiamo luoghi presi letteralmente da un capo all’altro del mondo (Stati Uniti,Messico, Marocco, Giappone) nel quale calca leggero il piede dell’uomo; l’uomo in questo film, il personaggio protagonista, non esiste perché vi sono molti protagonisti, molti personaggi che loro malgrado si trovano in situazioni tanto semplici quanto terribili.
Occhio, non stiamo parlando di un film horror; per questo film ho fatto una eccezione alla mia opera “su genere”; si perché questo film è impossibile, a mio parere, da recludere in un settore, in un compartimento per identificarlo con gli stilemi di un genere (azione, commedia ecc).
La storia “marocchina”, in particolare, vede una coppia di americani (Brad Pitt e Cate Blanchett) in viaggio nel Marocco per recuperare qualcosa del loro amore che forse persino loro hanno dimenticato, venire colpiti da un proiettile vagante, esploso da un inconsapevole ragazzo del posto, intento a provare il fucile appena “acquistato” dal padre.
La storia “giapponese” vede la ragazza sordomuta Chieko (interpretata dalla bravissima Rinko Kikuchi), vivere una vita senza stimoli nel caos di Tokyo, oppressa dal fatto di percepire la realtà da sordomuta nel caos e nelle luci della capitale giapponese, uniti al fatto che è una ragazza senza madre, in piena adolescenza (bellissimi i fotogrammi in cui la realtà è vista dai suoi occhi).
La storia “messico-americana” vede la colf della famiglia di Brad Pitt alle prese con un grande dilemma: rimanere a casa per badare ai figli della coppia all’estero (e in evidente difficoltà) oppure andare al matrimonio del figlio che si celebra in Messico e al quale solo lei mancherebbe? Opterà per una soluzione alternativa, quanto pericolosa…
Ragazzi vedendo questo film sono talmente tante le tematiche che mi hanno colpito da non poterle elencare tutte in una recensione, però posso darvi una modesta linee guida sui contenuti delle storie di Babel.
Io ritengo che l’elemento da considerare sia uno: il collegamento di queste tre storie, che potrebbe essere identificato nella sofferenza, nella stupidità umana o, per come la vedo io, nelle possibili reazioni al male più grande che l’uomo subisce da sempre: essere una creatura limitata, materialista e profondamente infelice.